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Ex cimitero di San Pietro in vicoli ( Torino )

Esiste un piccolo cimitero a Torino, che attira la curiosità di molta gente. Venne costruito, in contemporanea con quello di San Lazzaro, presso il fiume Dora nel 1777 su ordine di Vittorio Amedeo III, per seppellire l’enorme massa di vittime causate dalla peste e dalla tremenda calura che colpirono Torino nel 1776.

Quando fu costruito, il cimitero si trovava fuori dalla città, poiché in quel periodo era vietata la sepoltura vicino a centri abitati. Il cimitero venne chiuso, intorno al 1884, per via dei frequenti riti satanici e dei saccheggi nelle tombe che avvenivano di notte. "la velata", una statua scolpita a Firenze nel 1794 da Innocenzo Spinazzi: una dama con un velo aderente sul volto, così aderente da lasciar scorgere i lineamenti del viso; nella mano destra un calice. Rappresentava la morte. "La velata" fu eseguita per la tomba della principessa russa Barbara Beloselkij, morta nel 1792 ad appena 28 anni, con tre figli piccoli. Il marito aveva dettato in francese l'epigrafe "Oh, sentimento! Sentimento! Dolce vita dell'anima. Quale cuore

non hai mai colpito? Qual'è lo sfortunato mortale cui non hai mai offerto il dolce piacer di versar lacrime, e qual'è l'anima crudele che, dinanzi a questo monumento così semplice e pietoso, non si raccolga con malinconia e non condoni generosamente i difetti allo sposo che l'ha innalzato?".

Barbara fu ribattezzata Varvara dagli spiritisti: la leggenda vuole che il suo fantasma passeggi di notte intorno al Cimitero di San Pietro in Vincoli, e che lì porti i suoi inconsapevoli amanti per poi sparire. Uno dei testimoni, il il tenente d'artiglieria Enrico Biandrà, se la vide spesso comparire nel suo allogetto, e fu tanto preso dalla sua eterea bellezza che se ne innamorò. Nell’agosto del 1975, l’Ufficio Tecnico del Comune traslocò la statua della Velata nei magazzini dei sotterranei della Mole Antonelliana; restaurata fu esposta nella Galleria d’Arte Moderna di Torino in seguito al Cimitero Generale. Fino al 1930 il cimitero ha conservato tutte le tombe e i monumenti funebri, ma, visto il continuo fenomeno di riti satanici al suo interno, la maggior parte delle salme venne trasferita nel cimitero generale e i cunicoli sotterranei vennero chiusi. Oggi il cimitero è stato restaurato e conserva solo qualche lapide di famiglia aristocratica torinese.

 

 

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