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Attualmente, le organizzazioni impegnate
nello studio dell'atmosfera e del cosmo,
sono state altresi' incaricate di registrare
e studiare casi di comparsa di oggetti
volanti non identificati allo scopo di
identificarli. Partendo dal presupposto che
l'osservazione generica di questo fenomeno
e' compito preciso dell'Accademia delle
scienze dell'URSS, si e' giunti alla
conclusione che non sussiste l'indispensabilita'
di formare una speciale organizzazione
dedita allo studio degli UFO".
"Si e' trattato di un vero e proprio
documento storico - racconta uno dei piu'
eminenti ufologi russi contemporanei,
Vladimir Azhazha, presidente dell'Accademia
di ufologia informativa ed applicata della
Federazione Russa, nonche' custode della
preziosa cartellina. - Il regime sovietico
per la prima volta non solo riconobbe
ufficialmente l'esistenza degli UFO ma
dimostro' altresi' di esserne decisamente
interessato".
Emerse inoltre che solamente un paio di mesi
prima di questa richiesta, il ministro
dell'Aviazione civile Loginov, a sua volta
esausto dai racconti sia da parte dei piloti
che dal personale dei controllori di volo a
proposito di incontri avvenuti nel cielo con
oggetti non identificati, ordino' di
stendere un rapporto scritto relativo ad
ogni singolo caso, allegando speciali
istruzioni in merito al tipo di informazioni
da fissare.
"Ma la "Cartellina azzurra" ha fatto la
propria comparsa solamente nel 1991, -
continua il suo racconto Vladimir Azhazha. -
All'epoca fu il cosmonauta Pavel Popovic a
consegnarmela personalmente, in tutto 124
protocolli di incontri con gli UFO. Si
trattava di rapporti da parte di organi
ufficiali, comandanti di reparti militari
nonche' racconti di semplici civili, che per
lungo tempo decidemmo di non rendere
pubblici".
Lo stesso famoso cosmonauta sovietico Pavel
Popovic vide con i propri occhi un UFO
solamente una volta, durante un viaggio
aereo di rientro da Washington a Mosca:
"Improvvisamente nel campo visivo di fronte
a me fece la sua comparsa un oggetto
fosforescente a forma triangolare. Per un
po' di tempo volo' parallelamente all'aereo
ad una velocita' di 1000 chilometri all'ora,
per poi sorpassarlo bruscamente e scomparire
nel nulla".
Sebbene nella lettera di accompagnamento
fosse chiaramente indicato che il KGB non
segue appositamente gli UFO, il carattere
dei documenti della cartellina dice invece
l'esatto contrario, dal momento che appare
lampante il fatto che i servizi segreti
dell'URSS in alcuni casi effettuassero
accuratissime indagini a proposito. Ad
esempio, in merito all'osservazione di un
fenomeno anomalo registrato nella provincia
di Magadan, piu' esattamente in un villaggio
chiamato Burhal il 21 ottobre 1989, quando
alcuni abitanti del luogo erano intenti ad
osservare un disco volante, sta scritto nero
su bianco: "Nel corso dell'interrogatorio di
testimoni oculari dell'accaduto, e' emerso
che...". Quel giorno, per circa mezz'ora un
oggetto fosforescente a forma sferica volo'
in modo assolutamente silenzioso sul
villaggio per poi, forse spaventato dai fili
dell'alta tensione, sparire nel cielo dopo
una brusca accellerata verso l'alto.
Un altro caso che dimostra con che fervore i
servizi segreti dell'URSS si occupassero
degli UFO e' stato registrato nei cieli di
Stavropol il 15 settembre 1987, e quel
giorno gli agenti del KGB misero a soqquadro
quasi l'intera regione. Secondo il racconto
di uno dei controllori di volo
dell'aeroporto di Stavropol infatti, alle
ore 23:15 dall'aereo di linea 65798 giunse a
terra una comunicazione secondo la quale un
oggetto non identificato gli stava volando
incontro. Da terra, grazie all'ausilio dei
radar oltre all'aereo dell'Aeroflot non
venne riscontrato nessun altro oggetto nello
spazio aereo in questione e dopo circa tre
minuti l'aereo di linea 65798 comunico' a
terra che l'UFO era sparito dal campo
visivo. Il volo del disco volante in quella
zona venne riscontrato anche da un altro
aereo di linea che si trovava in rotta in
quel determinato spazio aereo intorno alle
ore 23:20. Dal racconto del pilota del
secondo aereo, l'UFO era seguito da una
lunga scia di fuoco che disseminava una
marea di scintille. Secondo quanto
comunicato dai comandanti di entrambi gli
aerei, l'UFO cesso' la propria esistenza a
seguito di un bagliore che ricordava
un'esplosione e esattamente dieci minuti
dopo, alle ore 23:30, da un paesino nella
provincia di Stavropol chiamato Novopavlovka
giunse una comunicazione secondo la quale su
Novopavlovka stava precipitando un aereo in
fiamme seguito da una grande scia di fuoco.
Ma poi l'oggetto volante in questione
scompari' e nella zona interessata non
vennero scoperti ne' resti tantomeno
conseguenze dell'esplosione del misterioso
oggetto.
Quella sera la scena fu attentamente
osservata da Vassilij Kolomejzev, residente
a Stavropol, che in quel preciso momento si
trovava in strada: dal suo racconto
dall'oggetto a forma di lungo sigaro e di
colore grigio erano ben visibili i 3 fari
per l'atterraggio simili a cerchi
fosforescenti. Successivamente, dopo circa
30 secondi, l'oggetto che volava
silenziosamente ad un'altezza approssimativa
di 50 metri spari' nel nulla. Testimone
oculare della scena fu anche il capostazione
di Stavropol, Vladimir Cesnokov, il quale
comunico' al controllore di volo dell'aereoporto
che il misterioso oggetto si era
letteralmente polverizzato in volo, tesi
sostenuta anche dal bigliettaio della
stazione ferroviaria di Stavropol. La
"caduta" del misterioso oggetto fu seguita
inoltre da alcuni poliziotti della vicina
citta' di Nevinnomysk, i quali vennero poi
minuziosamente interrogati a proposito dagli
agenti del KGB.
Periodicamente anche il comando
dell'aviazione sovietica intraprendeva
tentativi atti a far luce sul fenomeno degli
UFO in maniera autonoma. Ed e' cosi' che
nell'agosto 1987, nella zona della penisola
di Tiksi, situata nella Siberia
nord-orientale, gli artiglieri della
contraerea tentarono di "fare la conoscenza"
con un oggetto non identificato
improvisamente apparso sui radar della base.
"Alle ore 5:35 dal posto di osservazione di
comando di contraerea di Tiksi e' stato
rilevato un oggetto volante non
identificato", - comunico' allora il
comandante della base, il colonnello Lobanov.
"La velocita' dell'oggetto varia dai 0 ai
400 chilometri orari. Alle ore 6.55 al fine
di poter osservare l'oggetto non
identificato piu' da vicino, si e' alzato in
cielo un elicottero MI-8, dopodiche'
l'oggetto e' diventato improvvisamente
invisibile all'occhio umano. Il comandante
dell'elicottero, il capitano Zikeev, ha
visto solamente due scie che penetravano
nelle nuvole ed e' successivamente rientrato
alla base".
Nel frattempo in cielo si trovava anche il
caccia AN-12 pilotato personalmente dal
colonnello Lobanov, il quale, ad un'altezza
di 3600-4000, metri vide una nuvola
trasparente dalle sfumature di color
violetto al centro della quale c'erano
alcune macchie scure. Piu' si avvicinava
all'oggetto, piu' il livello di
comunicazione con la base peggiorava.
Altro caso decisamente misterioso fu quello
che avvenne nel distretto militare di
Leningrado sempre nell'agosto 1987, quando
cinque ufficiali del KGB vennero inviati nel
nord della Carelia al fine di investigare su
di un misterioso oggetto non identificato
trovato nei pressi di Vyborg dalla lunghezza
di 14 metri, l'altezza di 4 ed il diametro
di 2 e mezzo. Tutti i tentativi intrapresi
al fine di aprire questa "scatoletta" non
terrestre fallirono miseramente e verso la
fine di settembre, il misterioso oggetto
chiuso in un hangar, spari' senza lasciar
traccia.
E due anni piu' tardi, esattamente il 28
luglio 1989, fu il turno di una caserma di
fanteria situata nella cittadina di
Kapustina Jara, nella regione di Astrakhan,
ad essere colta dal panico. Il sottufficiale
Valerij Voloshin, col rapporto del quale si
apre la lista dei 124 documenti contenuti
nella "Cartellina azzurra", quel giorno era
di servizio alle comunicazioni e fu il primo
a ricevere il segnale radio sulla presenza
di ospiti non invitati. A dire il vero pero',
in quel momento praticamente tutti gli
effettivi del battaglione si trovavano gia'
nel cortile della caserma per osservare gli
ospiti con i propri occhi. "La cosa piu'
interessante e' successa quando il disco
volante si e' diretto verso di noi - si
legge nel rapporto del KGB dal racconto di
uno dei tanti testimoni oculari
dell'accaduto, il soldato semplice Kulik. -
Il suo avvicinamento lo si poteva percepire
anche fisicamente. La velocita' di partenza
era enorme ma poi si e' arrestato di colpo e
noi abbiamo udito il rumore di un aereo che
volava parallelamente all'UFO in direzione
sud. In un primo tempo il disco volante
volava ad una determinata velocita', ma poi,
dopo essersi fermato sopra di noi per
qualche istante, in un battibaleno ha preso
velocita' per sparire nel cielo".
Ovviamente tutte queste testimonianze
rappresentano materiale dal valore
instimabile per gli studiosi della
"Cartellina azzurra". Secondo Vladimir
Azhazha tutto lascia pensare che gli oggetti
volanti non identificati vengano controllati
da esseri dotati di buon senso e che non
rappresentino per noi una minaccia od un
pericolo. Per lo meno, casi di aggressione
da parte degli UFO nei confronti di esseri
umani, nella "Cartellina azzurra" tratta
dagli archivi del KGB non sono stati
riscontrati. |