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Vennero impiegati
antichi sistemi di tortura e ne furono inventati di
nuovi, grazie anche al contributo di presunti
esperti di stregoneria e demonologia. Essi erano
convinti che il diavolo lasciasse un "marchio" sulla
pelle del suo servo: segno invisibile, ma che
rendeva insensibile la pelle in quel punto. Per
questo le carni degli accusati venivano penetrate da
lunghi spilloni fino a identificare il punto in cui
il "servo di Satana" non provava dolore ovvero non
urlava (magari perchè sfinito dalla tortura). Questa
era considerata una prova sufficiente. I supplizi
più usati furono i seguenti:
ANNODAMENTO:
era una tortura specifica per le donne. Si
attorcigliavano strettamente i capelli delle streghe
a un bastone. Robusti uomini ruotavano l'attrezzo in
modo veloce, provocando un enorme dolore e in alcuni
casi arrivando a togliere lo scalpo e lasciando il
cranio scoperto. Questa tortura fu usata in Germania
anche contro gli zingari (1740-1750) e in Russia nel
corso della Rivoluzione Bolscevica nel 1917-1918;
CREMAGLIERA:
era un modo semplice e popolare per estorcere
confessioni. La vittima veniva legata su una tavola,
caviglie e polsi. Rulli erano passati sopra la
tavola (e in modo preciso sul corpo) fino a slogare
tutte le articolazioni;
CULLA DELLA STREGA:
questa era una tortura a cui venivano sottoposte
solamente le streghe. La strega veniva chiusa in un
sacco poi legato a un ramo e veniva fatta
continuamente oscillare. Apparentemente non sembra
una tortura ma il dondolio causava profondo
disorientamento e aiutava a indurre a confessare.
Vari soggetti hanno anche sofferto durante questa
tortura di profonde allucinazioni;
CULLA DI GIUDA O
TRIANGOLO:
l'accusato veniva spogliato e issato su un palo alla
cui estremità era fissato un grosso oggetto
piramidale di ferro. Alla fine alla vittima venivano
fissati dei pesi alle mani e ai piedi;
DISSANGUAMENTO:
era una credenza comune che il potere di una strega
potesse essere annullato dal dissanguamento o dalla
purificazione, tramite
fuoco, del suo sangue.
Le streghe condannate erano "segnate sopra il
soffio" (sfregiate sopra il naso e la bocca) e
lasciate a dissanguare fino alla morte;
FANCIULLA DI FERRO O
VERGINE DI NORIMBERGA:
era una specie di contenitore di metallo con
sembianze umane (di fanciulla appunto) con porte
pieghevoli. Nella parte interna delle porte, erano
inserite delle lame metalliche. I prigionieri
venivano chiusi dentro in modo che il loro corpo
fosse esposto a queste punte in tutta la sua
lunghezza, ma senza ledere in modo mortale gli
organi vitali. La morte sopraggiungeva lentamente
fra atroci dolori;
FORNO:
questa barbara sentenza era eseguita in Nord Europa
e assomiglia ai forni crematori dei nazisti. La
differenza era che nei campi di concentramento le
vittime erano uccise prima di essere cremate. Nel
XVII secolo più di duemila fra ragazze e donne
subirono questa pena nel giro di nove anni. Questo
conteggio include anche 2 bambini;
GARROTA:
non è altro che un palo con un anello in ferro
collegato alla vittima, seduta o in piedi; le veniva
fissato e andava stretto poi per mezzo di viti o di
una fune. Spesso si rompevano le ossa della colonna
vertebrale;
IMMERSIONE DELLO
SGABELLO:
questa punizione era usata più spesso sulle donne.
La vittima veniva legata a un sedile che impediva
ogni movimento delle braccia. Questo sedile veniva
poi immerso in uno stagno o in un luogo paludoso.
Varie donne anziane che subirono questa tortura
morirono per lo shock provocato dall'acqua gelida.
L'immersione dello sgabello era usata per le streghe
in America e in Gran Bretagna nonché come punizione
per crimini minori, prostituzione e ai danni dei
recidivi;
IMPALAMENTO:
è una delle più antiche forme di tortura. Veniva
attuata per mezzo di un palo aguzzo inserito nel
retto della persona, forzato a passare lungo il
corpo per fuoriuscire dalla testa o dalla gola. Il
palo era poi invertito e piantato nel terreno, così,
queste miserabili vittime, quando non avevano la
fortuna di morire subito, soffrivano per alcuni
giorni prima di spirare. Tutto ciò veniva fatto ed
esposto pubblicamente;
MASTECTOMIA:
alcune torture erano elaborate non solo per
infliggere dolore fisico, ma anche per sconvolgere
la mente delle vittime. La mastectomia era una di
queste. La carne delle donne era lacerata per mezzo
di tenaglie, a volte arroventate. Uno dei più
orribili casi noti in cui fu usata questa tortura
era quello di Anna Pappenheimer. Dopo essere già
stata torturata con lo "strappado", fu spogliata, i
suoi seni furono strappati e, davanti ai suoi occhi,
furono spinti a forza nelle bocche dei suoi figli
adulti. Questa vergogna era più di una tortura
fisica; l'esecuzione faceva una parodia sul ruolo di
madre e nutrice della donna, imponendole un'estrema
umiliazione;
ORDALIA DELL'ACQUA:
in questo tipo d'ordalia, l'acqua simboleggia il
diluvio dell'Antico Testamento. Come il diluvio
spazzò via i peccati così l'acqua "pulirà" l'anima
della persona. Dopo 3 giorni di penitenze,
l'accusato doveva immergere le mani in acqua
bollente, a volte fino ai polsi, in altri casi fino
ai gomiti. Si aspettavano poi 3 giorni per valutare
le sue colpe.
Veniva messa in pratica anche un'ordalia dell'acqua
fredda. Alla persona imputata venivano legate le
mani e i piedi con una fune, in modo tale che la
posizione non fosse certo propizia per rimanere a
galla dopodiché veniva immersa in acqua: se
galleggiava, era sicuramente colpevole, in quanto
l'acqua
"rifiutava" una
creatura demoniaca; se andava a fondo, era
innocente, ma difficilmente sarebbe stata salvata in
tempo;
ACQUA INGURGITATA:
l'accusato, incatenato mani e piedi ad anelli
infissi nel muro e posato su un cavalletto, è
costretto a ingurgitare più di NOVE litri d'acqua, e
ancora altrettanti se il primo tentativo non risulta
convincente, per un totale di DICIOTTO litri.
ORDALIA DEL FUOCO:
prima di iniziare l'ordalia del fuoco, tutte le
persone coinvolte dovevano prendere parte a un rito
religioso. Questo rito poteva durare fino a 3 giorni
nel corso dei quali gli accusati dovevano
partecipare a preghiere, digiuni, sottostare ad
esorcismi, ricevere vari tipi di benedizioni e
prendere i sacramenti; dopodiché aveva inizio
l'ordalia che poteva avvenire in diverso modo. Uno
di questi consisteva nel trasportare per una certa
distanza un pezzo di ferro incandescente, di peso
variabile tra mezzo chilo e un chilo e mezzo.
Un altro tipo di ordalia del fuoco consisteva nel
camminare a piedi nudi sopra carboni ardenti, a
volte con gli occhi bendati. Dopo la prova, le
ferite venivano coperte e, allo scadere di 3 giorni
una giuria controllava lo stato delle ustioni. Se le
ferite non erano rimarginate l'accusato era
colpevole, altrimenti era considerato innocente;
PERA:
era un terribile strumento che veniva impiegato il
più delle volte per via orale. La pera era usata
anche nel retto e nella vagina. Questo strumento era
aperto con un giro di vite da un minimo a un massimo
dei suoi segmenti. L'interno della cavità ne
risultava orrendamente mutilato, spesso mortalmente.
I rebbi costruiti alla fine dei segmenti servivano
per aumentare il danno fisico. Questa era una pena
riservata alle donne accusate di avere avuto
rapporti sessuali col Maligno;
PRESSA:
anche conosciuta come pena forte et dura, era una
sentenza di morte. Adottata come misura giudiziaria
durante il XIV secolo, raggiunse il suo apice
durante il regno di Enrico IV. In Bretagna venne
abolita nel 1772.
PULIZIA DELL'ANIMA:
era opinione diffusa in molte zone che l'anima di
una strega o di un eretico fosse corrotta, sporca e
covo di quanto di contrario ci fosse al mondo. Per
pulirla prima del giudizio, qualche volta le vittime
erano forzate a ingerire acqua calda, carbone,
perfino sapone. La famosa frase "sciacquare la bocca
con il sapone", che si usa oggi, risale proprio a
questa tortura;
ROGO:
una delle forme più antiche di punizione delle
streghe era la morte per mezzo di roghi, un destino
riservato anche agli eretici. Il rogo spesso era una
grande manifestazione pubblica. L'esecuzione
avveniva solitamente dopo breve tempo dall'emissione
della sentenza. In Scozia, il rogo di una strega era
preceduto da giorni di digiuno e di solenni
prediche. La strega veniva strangolata, avendo cura
di farla rimanere in uno stato di stordimento; il
suo corpo, a volte, era immerso in un barile di
catrame prima di venire legato a un palo e messo a
fuoco. Se poi, per qualche fortuita coincidenza la
strega fosse riuscita a liberarsi dal palo e ad
uscire dalle fiamme, la gente la rispingeva dentro;
RUOTA:
in Francia e in Germania la ruota era popolare come
pena capitale. Era simile alla crocifissione. Alle
vittime venivano spezzati gli arti e il corpo
veniva sistemato tra i
raggi della ruota che veniva poi fissata su un palo.
L'agonia era lunghissima e poteva anche durare dei
giorni;
SEDIA INQUISITORIA:
era una sedia provvista di punte e aculei alla quale
il condannato era legato mediante strette
fasciature. Il fondo poteva essere arroventato per
produrre gravi ustioni;
SEGA: terribile metodo
di esecuzione applicato, nella maggior parte delle
volte, agli omosessuali. Il condannato veniva appeso
a testa in giù con le gambe divaricate e con una
sega veniva tagliato in 2 verticalmente. Veniva
tenuto a testa in giù affinché il dissanguamento
fosse più lento e perchè il maggior afflusso di
sangue al cervello acuisse la sensibilità al dolore.
Pare anche che la vittima restasse cosciente finchè
la sega arrivava al cranio;
SQUASSAMENTO:
era una forma di tortura usata insieme alla
"strappata". L'accusato qui veniva sempre issato
sulla carrucola, ma con dei pesi legati al suo corpo
che andavano dai 25 ai 250 chili. Le conseguenze
erano gravissime;
STIVALETTO SPAGNOLO:
le gambe venivano legate insieme in una sorta di
stivale di ferro, che il boia stringeva fino allo
spappolamento delle ossa;
STRAPPATA:
l'accusato veniva legato a una fune e issato su una
sorta di carrucola. L'esecutore faceva il resto
tirando e lasciando di colpo la corda e slogando,
così, le articolazioni;
TORTURA DELL'ACQUA:
veniva inflitta frequentemente a personaggi
compromettenti, dal momento che i suoi risultati non
erano visibili esteriormente. Veniva fatta
ingurgitare all'accusato una quantità spropositata
d'acqua, finché il suo ventre non raggiungeva
dimensioni abnormi, quindi veniva messo a testa in
giù perchè la massa d'acqua pesasse sul diaframma e
sui polmoni. Oltre al fortissimo dolore, ciò
provocava gravi strappi e lesioni agli organi
interni;
TORTURA DELL'ANIMALE:
un insetto, per lo più un tafano, a volte anche una
o più api, veniva messo nell'ombelico dell'imputato,
chiuso da un bicchiere di vetro. Alternativamente si
poteva inserire la testa del malcapitato in un sacco
pieno di bestie inferocite, spesso gatti;
IL TOPO:
Tortura applicata a streghe ed eretici. Un topo vivo
veniva inserito nella vagina o nell'ano con la testa
rivolta verso gli organi interni della vittima e
spesso, l'apertura veniva cucita. La bestiola,
cercando affannosamente una via d'uscita, graffiava
e rodeva le carni e gli organi dei suppliziati.
Chissà come i disgraziati riuscissero a sopportare
il terrore provocato alla sola vista del topo che da
li a poco sarebbe entrato nel suo corpo
TURCAS:
questo mezzo era usato per lacerare e strappare le
unghie. Nel 1590-1591 John Fian è stato sottoposto a
questa e altre torture in Scozia. Dopo che le sue
unghie vennero strappate, degli aghi furono inseriti
nelle sue estremità;
VEGLIA:
consisteva nel privare del sonno gli accusati.
Matthew Hopkins la usava in Essex. La vittima,
legata, era costretta a immersioni nei fossati anche
per tutta la notte per evitare che si addormentasse. |