|
|
|
|
|
.::: Articoli > Universi paralleli |
| |
|
 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Provate a immaginare un palazzo con
una stanza segreta: l'ambientazione
ideale per un mistero. Adesso
immaginate che la stanza sia molto
più grande del palazzo e che
contenga altri palazzi. È l'esempio
che più si avvicina alla nuova
teoria sull'Universo postulata da
molti scienziati. I fisici pensano
che la natura potrebbe celare delle
dimensioni ulteriori, non visive o
sonore bensì spaziali. Se così
fosse, l'Universo conosciuto
potrebbe essere solo uno dei tanti
"palazzi" che si trovano all'interno
della stanza segreta, cioè le
dimensioni nascoste dello spazio.
Oltre ad evocare fantasie
fantascientifiche sull'esistenza di
universi paralleli, questa nuova
visione dello spazio offre possibili
soluzioni a diversi problemi
cosmici. In una raffica di
pubblicazioni, frutto di recenti
ricerche, i fisici hanno esplorato
le dimensioni nascoste alla ricerca
di indizi sulla natura della
gravità, sull'origine dell'Universo
e sull'identità di questa misteriosa
"materia oscura", non rilevabile,
che pensano si celi in tutto il
cosmo. Le reazioni all'idea delle
dimensioni nascoste vanno dallo
scetticismo all'entusiasmo. Il Dott.
Kolb dice: "Quando ne sentii
parlare per la prima volta pensai
che fosse una vera follia, ma la
teoria resiste ancora". |
 |
|
|
Nate da studi concernenti la materia su
scala infinitesimale, le nuove idee
implicano che la rappresentazione
tradizionale dello spazio, a tutti i
livelli, sia pronta per una radicale
trasformazione. |
|
|
|
Le "membrane", ovvero i limiti della realtà |
| |
|
Il mistero della dimensione nascosta
comprende una varietà di oggetti
noti come branes, che occupano le
altre, invisibili, dimensioni. Il
termine, coniato dagli scienziati,
deriva da membranes (membrane), cioè
superfici a due dimensioni. Gli
spazi tridimensionali, come
l'Universo conosciuto, si chiamano
tri-branes, pertanto i fisici si
riferiscono all'Universo come al
braneworld o "mondo-brane". Tutte le
particelle standard come i fotoni, i
quark ed i leptoni, vivono in un
subspazio tridimensionale, una
tri-branes o semplicemente, la
nostra brane.Le branes si trovano
all'interno delle dimensioni
nascoste, note come the bulk o "la
grande massa". Mentre la materia e
la luce sono confinate dentro le
branes, la gravità è in grado di
attraversare sia le branes che la
massa, le dimensioni nascoste
risultano quindi invisibili perché
solo la gravità vi può entrare. |
| |
|
 |
| |
|
La frenetica discussione sulle altre
dimensioni iniziò circa un anno fa,
quando su Internet apparvero i
risultati di uno studio condotto dal
Dott. Dimopoulos, il Dott. Nima
Arkani-Hamed e il Dott. Gia Dvali,
tutti dell'Università di Stanford,
che proponevano una nuova
spiegazione sul perché l'unità
standard della massa, nella fisica
subatomica, sia sorprendentemente
grande (almeno secondo gli standard
atomici) - all'incirca la massa di
un granello di polvere. Tale massa
sarebbe decisamente inferiore se
alcune dimensioni nascoste venissero
misurate in maniera millimetrica. "Il
quadro che vi stiamo prospettando
cambierà il punto di vista su alcuni
argomenti fondamentali nella fisica
delle particelle e nella cosmologia",
scrivevano gli scienziati nella loro
ricerca, in seguito apparsa sulla
rivista Physics Letters B. Fin dai
primi anni Ottanta molti fisici
hanno iniziato a sospettare che lo
spazio contenesse più delle
familiari tre dimensioni che
corrispondono alle direzioni in cui
è possibile il movimento (su-giu,
avanti-indietro e lateralmente). |
| |
|
Le "superstringhe" |
| |
|
Tre dimensioni sembrano più che
sufficienti per le necessità della
vita quotidiana ma, secondo i
fisici, non bastano a spiegare come
la gravità possa coesistere con le
altre energie della natura. La
teoria più plausibile suppone che le
particelle basilari della materia e
dell'energia consistano in piccoli
anelli vibranti noti come
"superstringhe". Ma la matematica
della teoria delle superstringhe
fornisce delle risposte senza senso,
a meno che lo spazio contenga altre
dimensioni oltre alle tre conosciute
da tutti. Si pensava che queste
ulteriori dimensioni fossero troppo
minuscole per preoccuparsene, più
piccole di un virus, nella misura in
cui, per fare un paragone, una
formica è più piccola dell'Universo.
In una scala così infinitesimale il
moto in un'altra dimensione
ritornerebbe quindi al punto di
partenza in un tempo troppo breve
per poter essere notato. Gli
esperimenti finora escogitati per
scoprire delle dimensioni così
minuscole richiederebbero un'energia
superiore a quella disponibile nei
più potenti disintegratori atomici
esistenti. Tuttavia, nel 1996, il
Dott. Lykken suggerì che le
superstringhe potrebbero avere degli
effetti riscontrabili anche a
livelli energetici minori. Altri
scienziati hanno calcolato che, se
così fosse, le dimensioni nascoste
delle superstringhe potrebbero
essere molto più grandi di quanto si
pensi. Infatti esse avrebbero le
dimensioni di... una piccola
formica, approssimativamente un
millimetro di diametro. Ovviamente
ciò non sarebbe assolutamente
sufficiente a contenere un "palazzo"
né, tantomeno, l'intero Universo ma
l'Universo visibile risulta enorme
solo nelle nostre familiari tre
dimensioni dello spazio. In
ulteriori dimensioni l'Universo
potrebbe essere estremamente
sottile, così come un foglio di
carta è grande in due dimensioni ma
sottile nella terza: nelle
dimensioni nascoste lo spessore
dell'Universo visibile misurerebbe
appena un dieci-milionesimo di un
miliardesimo di millimetro. Pertanto
altre dimensioni, come la "grande
massa", potrebbero contenere
infiniti universi. |
| |
|
Altri mondi, a un passo da noi, e
tuttavia irraggiungibili |
| |
|
Tali universi paralleli
tridimensionali, o tri-branes,
potrebbero contenere forme di
materia inusuali, che forse
costituiscono stelle, pianeti e
strani esseri, a meno di un
millimetro di distanza dalla nostra
familiare brane dove si trovano il
Sole, la Terra e i programmi
televisivi del sabato sera! Secondo
Lykken: "Le leggi specifiche della
fisica sarebbero differenti in
ognuna di queste 'branes', la loro
legge di gravità corrisponderebbe
alla nostra ma tutto il resto
sarebbe diverso… ciònonostante,
forse anche loro potrebbero formare
stelle e pianeti".
Non vi è alcun rischio, tuttavia, di
capitare per caso in qualche
Universo alieno. Nessuno può
sporgersi e toccare o vedere i
braneworlds paralleli, o comunicare
con essi tramite raggi laser, perché
la materia e la luce sono confinate
ognuna nella sua brane. "Siamo
fatti di particelle che non possono
disgregarsi e sondare altre
dimensioni" dice il Dott.
Kaloper di Stanford. In altre parole
la materia, la luce e le altre
energie sono imprigionate in uno dei
"palazzi" e non possono viaggiare
verso gli altri attraverso le
dimensioni nascoste nella stanza
segreta. Ma, secondo il Dott. Lykken:
"La chiave di volta è che forse
le altre dimensioni risultano
invisibili ai nostri occhi solo
perché siamo intrappolati in questa".
Si spera, comunque, di riuscire a
scoprire la presenza di braneworlds
paralleli. Fra le strategie più
accreditate per individuare le
dimensioni ulteriori, i fisici
coinvolgono la forza di gravità
perché le particelle che trasportano
la gravità - i gravitoni - hanno
libero accesso a tutto il cosmo e
possono volare liberamente
attraverso la grande massa, pertanto
una brane parallela e vicina
potrebbe venire scoperta grazie ai
suoi effetti gravitazionali. In tal
caso, gli astronomi dovrebbero
notare che alcuni oggetti nel mondo
visibile si comportano stranamente,
come trovandosi sotto l'influenza
della gravità sprigionata da una
fonte invisibile. Esattamente quanto
gli astronomi hanno osservato per
anni: le galassie ruotano come se
contenessero della materia che
supera di gran lunga i loro limiti
visibili; occasionalmente delle
stelle lontane si illuminano come se
un enorme oggetto fosse intervenuto
ad aumentare la loro luce
accentuandone la curvatura
gravitazionale, ecc. Gli astronomi
hanno obiettato che tale materia
forse non può essere vista solo
perché è meno luminosa delle stelle;
ma, fra le ipotesi per giustificare
l'esistenza di questa "materia
oscura" che, secondo il Dott. Lykken,
potrebbe essere "materia
trasparente", situata in vicini
braneworlds e dunque invisibile ai
nostri occhi: "Un nuovo tipo di
antimateria, che non riusciremo mai
ad individuare se non attraverso la
sua attrazione gravitazionale". |
| |
|
Superare i confini e creare buchi
neri |
| |
|
Altri indizi tradiscono la presenza
di dimensioni nascoste. Partiamo dal
concetto della loro esistenza. La
forza di gravità differirebbe, a
brevi distanze, dalla normale legge
dell'inverso, enunciata da Isaac
Newton tre secoli fa, secondo la
quale la forza di gravità aumenta in
maniera inversamente proporzionale
al quadrato della distanza esistente
tra due masse. A distanze minori di
un millimetro, la gravità dovrebbe
aumentare in percentuale maggiore di
quanto afferma la legge di Newton.
Gli esperimenti precedenti, svolti a
dimostrazione di tale legge, hanno
sempre riguardato misurazioni
gravitazionali a distanze maggiori
di un millimetro, mentre ora si
cercano variazioni dalla legge a
distanze minori, submillimetriche.
Uno dei test attualmente in corso
all'Università del Colorado, a
Boulder, è una moderna variante
dell'esperimento svolto nel 18°
secolo dal fisico britannico Henry
Cavendish, che misurò l'attrazione
gravitazionale esistente tra due
piccole sfere. A Boulder si sta
misurando l'attrazione tra due
minuscole lamine sospese a meno di
un millimetro l'una dall'altra.
Secondo Lykken i risultati sono
dietro l'angolo. Ulteriori conferme
sull'esistenza di altre dimensioni
potrebbero pervenirci nei primi anni
del nuovo secolo grazie ad un nuovo
disintegratore atomico europeo.
Sebbene le particelle di materia
siano solitamente confinate nelle
tre dimensioni o tri-branes, il
grande apparecchio Hadron Collider
in costruzione nel laboratorio CERN
di Ginevra potrà creare delle
particelle con energia sufficiente
ad uscire dalla brane e ad entrare
nella grande massa. "Si potrà
effettivamente deformare la brane e
produrre particelle che si spostino
nelle altre dimensioni", afferma
il Dott. Lykken. Tali particelle
fuggitive dimostrerebbero di essersi
dileguate grazie all'energia
mancante rilevabile dopo che siano
stati misurati tutti gli altri
frammenti derivanti dalla collisione
delle particelle. È possibile che i
fisici trovino indizi di tale
energia mancante anche nei dati
sulle collisioni già registrati nel
disintegratore atomico del
laboratorio Fermi. L'esistenza di
dimensioni nascoste implica
l'affascinante eventualità che il
disintegratore atomico CERN possa
addirittura creare dei minuscoli
buchi neri, che probabilmente
scomparirebbero in un istante, ma
producendo uno scoppio di radiazioni
che gli scienziati
identificherebbero immediatamente
come la riuscita creazione di un
buco nero |
| |
|
Apertura mentale e nessuna
presunzione |
| |
|
Le implicazioni di tale teoria sulla
storia dell'Universo sono al vaglio
dei ricercatori. Ad una riunione del
laboratorio Fermi, Antonio Riotto
del CERN ha descritto il possibile
ruolo delle branes e delle altre
dimensioni al tempo del Big Bang,
che diede inizio all'espansione
dell'Universo circa 15 miliardi di
anni fa. In particolare, le nuove
dimensioni potrebbero contribuire a
spiegare il subitaneo scoppio di
espansione che fu, secondo molti
esperti, necessario per dare
all'Universo visibile la sua attuale
struttura.
Tuttavia, altri sospettano che
l'ipotesi di millimetriche
dimensioni nascoste potrebbe
contrastare con i dati raccolti
sull'Universo e sul suo passato. In
uno studio diffuso via Internet,
Katherine Freese e Daniel Chung
dell'Università del Michigan
obiettano che molte versioni della
teoria delle dimensioni nascoste
crollano a confronto con quanto si
sa dell'Universo primitivo e non
coincidono con le attuali stime
sull'età dell'Universo e con le
misurazioni delle quantità dei vari
elementi chimici generati dal Big
Bang. Inoltre, secondo la Freese, è
difficile conciliare certe
caratteristiche delle branes con una
forza di gravità oggi costante
nell'Universo e si sospetta che
difficoltà di questo tipo potrebbero
risultare piuttosto comuni anche con
altre teorie sulle branes. Le
obiezioni, però, non si
applicherebbero a tutte le versioni
dell'approccio alle branes. In
effetti, il concetto di braneworld è
ancora piuttosto vago e confuso.
Nessuno può affermare con sicurezza
quante ulteriori dimensioni possano
essere determinanti, sebbene le
attuali teorie suggeriscano che non
potrebbero essercene più di sette.
Anche la grandezza esatta delle
dimensioni nascoste dipenderebbe da
quante ve ne siano. Il Dott. Kolb,
pur affascinato, si dichiara
scettico: "Siamo disponibili, ma
si tratta di un tiro alla cieca...".
Eppure, secondo Lykken, "Anche se
una nuova idea si rivela errata, il
fatto che non siamo stati capaci di
concepirla fino ad ora dimostra che
la vera nuova fisica può rivelarsi
estremamente diversa da quel che ci
aspettiamo e per cui stiamo
lavorando". |
| |
|
di Tom Siegfried |
|
|
|
|
Discuti questo articolo sul forum
Clicca qui |
|
|
|
Torna alla pagina precedente |
|