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Nel
1936 durante scavi a Khuyut Rabbou’a
presso Baghdad, in una zona archeologica
della civiltà Parta (ca 200 a.C. - 200
d.C.) venne alla luce un oggetto la cui
funzione non era per nulla chiara. Si
trattava di una piccola anfora ovoidale
di terracotta gialla, alta circa 15
centimetri, le cui pareti interne erano
ricoperte di uno strato di bitume
impermeabilzzante. Nell'imboccatura
dell'anfora, tenuto bloccato da una
sorta di tappo sempre di bitume,era
infilato un cilindro di rame a fondo
chiuso,lungo 9 centimetri e con un
diametro di 26 millimetri circa, la
sommità del cilindro era saldata con
una lega 60-40 di piombo-stagno
paragonabile alle migliori saldature di
oggi, l’asta mostrava di essere stata
corrotta dall’acido. Il dottor Wilhelm
Konig, un archeologo australiano 2 anni
dopo ritrovò nei sotterranei di un
museo questo oggetto di terracotta che
analizzata nei dettagli si dimostro una
sensasionale scoperta.
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Il
vaso di argilla altro non era che
un’antica pila elettrica. Questa
batteria, insieme alle altre trovate in
Iraq, si trova nel museo di Bagdad e
risalgono all’occupazione
parto-persiana, tra il 248 a.C. e il 226
d.C.
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