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Streghe e stregoni

 
 

Con i termini strega o stregone s'intende tradizionalmente una persona che esercita la stregoneria, ovvero si ritiene sia dotata di poteri occulti, attribuiti generalmente a rapporti con il diavolo. La figura della strega ha però radici che precedono il cristianesimo ed è presente in quasi tutte le culture come figura a metà strada tra lo sciamano e chi, dotato di poteri occulti, possa utilizzarli per nuocere alla comunità, soprattutto agricola. Il termine deriverebbe dal latino stryx, "barbagianni", e in Italia varia molto a seconda della zona a cui ci si riferisce. Nel latino medioevale il termine utilizzato è lamia. Dal XII secolo ai primi del XVII, in tutta Europa decine di migliaia di persone, in gran parte donne, sono finite sul rogo con l’accusa di essere streghe, l'ignoranza a volte prendeva il sopravvento sull'effettiva verità di appartenenza al mondo della stregoneria. Il rogo, il fuoco era il purificatore dell'anima del condannato o della condannata, la strega principalmente era vista come nemica e combattuta, nacque così la famosa caccia alle streghe, con questa forma di persecuzione ne fecero spese anche persone innocenti solo magari per qualche diversità. Il Malleus maleficarum, pubblicato nel 1486, fu il più popolare fra i manuali per cacciatori di streghe durante il XVI e XVII secolo. La sua stesura si deve a due frati tedeschi, Jacob Sprenger e Heinrich Kramer, persecutori d’eretici. Il Malleus forniva un avallo teologico alle superstizioni più grottesche e portò alla tortura e alla morte di migliaia di innocenti, soprattutto donne. Alle streghe si attribuiva un forte influsso sulla sessualità, e spesso le si riteneva responsabili di causare infatuazioni inopportune, impotenza e sterilità. Per cementare il loro patto con il diavolo, esse dovevano sovente avere rapporti sessuali con lui, mangiare bambini e fabbricare unguenti con i loro resti. Una volta stipulato il patto, i gesti magici della strega, erano un segnale per il demonio, che faceva accadere l’evento sottinteso. Il demonio era a disposizione della strega in ogni occasione. Le streghe accusate di malefici venivano di solito torturate finché confessavano, ma il Malleus raccomandava anche che le confessioni fossero estorte con promesse di clemenza che, però, venivano poi invariabilmente disattese

 

La Santa inquisizione

 

Le prime misure inquisitoriali erano state approvate nel 1179 dal Concilio Laterano III. Fra esse, in particolare, il dettato del canone 27 legittimava la scomunica e l'avvio di crociate contro gli eretici. Il procedimento inquisitorio fu formalizzato nella giurisdizione ecclesiastica da papa Lucio III nel 1184 con il decreto "Ad abolendam", che stabilì il diritto della chiesa - sconosciuto nel diritto romano e "inventato" dalla chiesa barbarica - di trascinare in giudizio e formulare un'accusa di eresia contro qualcuno, anche in assenza di testimoni attendibili. Pochi anni dopo venivano autorizzati l'uso della tortura, per far confessare all'eretico la propria colpa, la confisca dei suoi beni e la segretezza delle procedure. La condanna di ogni devianza - teologica, morale o di costume - dal canone religioso dominante venne poi ribadita nel 1215 dal Concilio Laterano IV che dava vita all'istituzione di procedure d'ufficio per consentire di instaurare un processo sulla base di semplici sospetti o delazioni.  La Santa Inquisizione permise una spietata caccia alle streghe, più deleterio quanto più la reale motivazione di un siffatto intervento.

 

 

   

 

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