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Tradizionalmente gli egittologi
sostengono che i costruttori
della piramide di Cheope
utilizzavano un sistema di rampe
inferiori lungo le quali
venivano issati i blocchi di
granito e calcare. Tuttavia, una
tecnologia del genere prevede
l'impiego di un quantitativo
colossale di materiale, pari al
volume interno della piramide
stessa. Da parte sua Houdin
sostiene che, basandosi su
questa specifica tecnica, venne
costruita solamente la parte
inferiore della piramide,
formata da 43 dei 146 metri
d'altezza complessivi della
piramide, mentre per quanto
riguarda la costruzione della
sua parte superiore, secondo
l'architetto francese vennero
utilizzate una scala esterna,
una interna a spirale ed una
vasta galleria munita di un
ingegnoso sistema di contrappesi
per sollevare le travi di
granito. ''La scala esterna -
sostiene Houdin - servi' per la
costruzione dei primi 43 metri
della tomba del faraone, la
seconda scala, quella interna a
spirale che si snodava dietro
alle facce della piramide,
servi' invece per completare la
costruzione, mentre la grande
galleria, grazie a un sistema di
contrappesi meccanici permetteva
di sollevare le pesanti travi di
granito che pesavano fino a 63
tonnellate''. Grazie all'impiego
di strumenti di questo tipo
inoltre, anche il numero di
persone necessarie alla
realizzazione della piramide
sarebbe notevolmente inferiore a
quanto si possa pensare.
Infatti, sulla base delle
valutazioni di Houdin, al fine
di completare i lavori nell'arco
di alcune decine di anni
sarebbero stati sufficenti non
piu' di 4 mila persone, numero
decisamente inferiore ai 100
mila lavoratori ipotizzati dagli
studi precedenti. Sulla base
delle proprie ricerche,
l'architetto francese ha
presentato sabato scorso a
Parigi un modello
tridimensionale del processo di
costruzione della piramide. "La
mia teoria non vuole essere
quella definitiva, bensi' un'
ipotesi assai veritiera sul
processo di costruzione della
piramide di Cheope", ha
dichiarato Jan-Pierre Houdin. |