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destinatario del pacco
contenente la statua della
Madonna di Loreto in questione,
si tratta sicuramente "di un
evento incredibile che ci invita
a riflettere e a pregare la
Vergine celeste per la pace su
questa terra".
A raccontare nel
dettaglio quanto avvenuto
è stato lo stesso padre Blasi,
raggiunto telefonicamente nella
sua abitazione di Petritoli,
dove si trova in questi giorni
in visita ai suoi familiari.
Padre Blasi da molti anni opera
in Burundi per permettere la
costruzione di un piccolo centro
di accoglienza per gli orfani
della tremenda guerra civile che
ha dilaniato e martoriato il
piccolo Stato africano. Un’opera
che inizialmente sembrava quasi
impossibile, ma che si è già in
gran parte realizzata, grazie
soprattutto alle offerte giunte
dal ricavato della vendita di
migliaia di copie dei due libri
Si può amare un figlio solo per
il fatto di essere tale? e ...e
le stelle brillano ancora,
scritti dalla matelicese
Loredana Lucernoni e dedicati al
figlio Luca, affetto da una
grave malattia e scomparso due
anni fa.
Loredana e suo marito
Egidio Persichini, da
anni infatti stanno portando
avanti la causa degli orfani di
Bujumbura, proponendo i loro
libri in ogni angolo d’Italia e
rispondendo regolarmente alle
necessità della comunità seguita
da padre Blasi e da un laico
consacrato. E proprio l’ultima
richiesta in ordine di tempo era
stata quella di una statua
mariana da inserire nella
cappella dedicata alla Madonna
di Loreto nel piccolo istituto
della comunità, ufficialmente
inaugurato lo scorso 23 agosto.
La scelta dei coniugi, dato pure
che la Vergine di Loreto è
copatrona di Matelica, era
caduta su una copia in scala
della Madonna nera laureatana,
inviata poi in Burundi. In mezzo
alla festa del villaggio per il
felice evento dell’arrivo della
statua, padre Vittorio Blasi ha
anche provveduto a fotografare
l’oggetto sacro
Tutto normale fin qui,
se non che, al momento
dello sviluppo delle foto, si è
verificato il fatto
sorprendente: la Vergine
fotografata appare con gli occhi
nettamente aperti, in modo
diverso da come appariva al
momento della partenza e da come
tuttora appare nella piccola
cappella. "Cosa sia successo non
lo so — ha spiegato padre Blasi
— e certamente non dipende da un
fotoritocco o da un
fotomontaggio, visto che al
massimo in Burundi disponiamo di
una vecchia macchina
fotografica, acquistata da me
tanti anni fa a Mogliano. Io
vedo in tutto questo un prodigio
mariano che ci invita alla
conversione".
Padre Vittorio ha subito
contattato dall’Africa
i suoi amici matelicesi, per
informarli dell’accaduto e
inviare i negativi per avere
eventuali spiegazioni. I
Persichini ovviamente non hanno
potuto far altro che chiedere la
consulenza di un fotografo
professionista, il quale da
parte sua si è dovuto limitare a
constatarem che i negativi sono
integri e che quindi non si può
trattare di un semplice riflesso
luminoso, né di un fotoritocco.
La foto dunque sarebbe
autentica, ma
l’apparentemente inspiegabile
fenomeno, per essere
riconosciuto come prodigio
celeste dovrà essere vagliato
dalle autorità ecclesiastiche
della Diocesi alle quali la
famiglia matelicese ha posto il
caso. Di certo resta solo la
gioia di padre Blasi, della
famiglia Persichini e
soprattutto della comunità di
orfani di Bujumbura, dove il
vero grande miracolo si realizza
ogni giorno, in una casa dove
vivono in pace ragazzi e ragazze
tutsi e hutu. |