|
|
| |
|
.::: News > Svelato il mistero di Phobos |
| |
|
Svelato il mistero di Phobos |
|
|
|
|
|
 |
Gli hanno dato il nome greco
della paura, Phobos, perché fin
dall’inizio è apparso un oggetto
inquietante, anomalo. E’ il
maggiore dei due satelliti di
Marte, ma per noi terrestri,
abituati ad avere una Luna
grande e splendente, sembra
piuttosto un pezzo di roccia
cosmica finito lì per caso. Di
piccolissimo diametro, appena
una ventina di chilometri,
leggerissimo pur se rapportato
alle sue modeste dimensioni,
caratterizzato da un moto di
rotazione frenetico, tanto che
gira strettissimo |
|
|
attorno a
Marte in appena 7 ore e 39
minuti, Phobos, più che il
satellite della paura è quello
del mistero. Alcuni astronomi si
sono sbizzarriti a descriverlo
come una sfera cava all’interno,
altri addirittura come un
satellite artificiale costruito
dai marziani. Ora il mistero
sembra svelato: Phobos sarebbe
un «mucchio di ghiaia e di
sabbia». Lo ipotizzano gli
scienziati che stanno
analizzando i dati raccolti da
Mars Express, una sonda spaziale
automatica dell’Agenzia spaziale
europea in orbita attorno a
Marte, di cui sta riprendendo
foto ravvicinate della
superficie e dei suoi due
satelliti. Grazie alle immagini
in tre dimensioni di Phobos (le
possiamo ammirare sul sito
http://photojournal.jpl.nasa.gov/target/Phobos),
gli scienziati hanno potuto
calcolare, con una precisione
mai raggiunta prima, la massa e
il volume dell’enigmatica luna
di Marte e ricavarne la densità
media, che è risultata di 1,85
grammi per centimetro cubo, cioè
di gran lunga inferiore a quella
della nostra Luna che è di 3,5
grammi per centimetro cubo.
|
|
MUCCHIO DI GHIAIA - La
notevole leggerezza di Phobos
avvalora l’ipotesi che il
satellite, sotto una superficie
di polveri dello spessore di
circa 100 metri , del tutto
simile a quella lunare,
disseminata di crateri grandi e
piccoli, non nasconda un nucleo
compatto, ma aggregati di sassi
tenuti insieme dalla forza di
gravità e separati da cavità:
insomma, una struttura a
rubble pile (mucchio di
ghiaia) , come dicono gli
esperti. Tale struttura, secondo
gli studiosi dei corpi minori
del sistema solare, sarebbe
propria a molti asteroidi con
densità altrettanto bassa. Degli
asteroidi a mucchio di ghiaia,
gli specialisti stanno tentando
di realizzare un archivio
computerizzato con lo scopo di
escluderli da esperimenti
spaziali che ne potrebbero
compromettere l’integrità.
Infatti, se si frammentassero in
miliardi di corpi, in seguito a
qualche impatto provocato da
sonde spaziali,
rappresenterebbero, per la
Terra, uno sciame potenzialmente
distruttivo. |
|
LE IPOTESI FANTASCIENTIFICHE
- All’inizio degli anni ’60,
l’astrofisico russo Iosif
Shklovsky, che è stato un amico
e collaboratore del più noto
Carl Sagan, sbalordì la comunità
scientifica avanzando l’ipotesi
che Phobos fosse un satellite
artificiale messo in orbita da
civiltà marziane, arrivando ad
azzardare che la sua superficie
potesse essere una sfera
metallica. Il fisico Fred
Singer, a quei tempi consulente
scientifico del presidente
Eisenhwer (e oggi uno dei più
noti negazionisti delle
responsabilità umane sul
cambiamento climatico), gli andò
dietro aggiungendo che il
satellite serviva alla
sopravvivenza dei marziani. Anni
dopo, le prime foto ravvicinate
del satellite di Marte,
irregolare e butterato come una
patata, smentirono entrambi. Ma
il mistero di Phobos è rimasto,
alimentato anche da enormi
striature che lo cingono per
intero e che sono difficili a
spiegarsi come raggiere
provocate dagli ejecta dei
crateri. Chissà se ora, con
l’ipotesi del ‘rubble pile’, sia
arrivato il momento di
affrancare Phobos dalla
immotivata «paura» suscitata dal
suo nome |
|
|
| |
|
Fonte:
Corriere.it |
Torna alle notizie |
| |
|
|
|
|
Discuti questo articolo sul forum
Clicca qui |
| |
|
Torna alla pagina precedente |
|