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Il
mantello dell’invisibilità, che
ha ispirato numerosi racconti e
film di fantascienza, potrebbe
presto diventare realtà.Dopo la
realizzazione di un prototipo
nel 2006 in grado di mascherare
un oggetto dalla luce visibile,
un gruppo di ingegneri della
Duke
University
ha prodotto un nuovo tipo di
dispositivo, molto più
sofisticato, che garantirebbe,
secondo quanto riferito, di
mascherare un più ampio
range di frequenze della
radiazione elettromagnetica.
Quest’ultimo progresso è stato
reso possibile dallo sviluppo di
una nuova serie di algoritmi
matematici per guidare la
progettazione e la fabbricazione
di materiali compositi esotici
noti come metamateriali. |
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Questi materiali
possono essere ingegnerizzati al fine di
possedere caratteristiche non facilmente
riscontrabili nei materiali naturali che
possono essere sfruttati per ottenere
una gamma di strutture che donano
l’invisibilità. Tali strutture infatti
possono “guidare” le onde
elettromagnetiche intorno a un oggetto,
per farle emergere dall’altra parte come
se fossero transitate attraverso un
volume di spazio vuoto. Il
resoconto degli
ultimi risultati della Duke è ora
pubblicato sulla rivista “Science”
a firma di Ruopeng Liu, che ha
sviluppato l’algoritmo, insieme con
Chunlin Li e David R. Smith.
Una volta ottenuto l’algoritmo, la
realizzazione pratica del dispositivo ha
richiesto solo nove giorni, un tempo
estremamente breve, specie se
confrontato con i quattro mesi richiesti
per il primo e più rudimentale
prototipo. "La differenza tra il
dispositivo originale e quest’ultimo
modello è come quella tra il giorno e la
notte”, ha spiegato Smith. "Il nuovo
dispositivo può mascherare un ampio
spettro di onde – virtualmente senza
limiti – e passare con più facilità
dall’infrarosso alla luce visibile.
L’approccio che abbiamo utilizzato
dovrebbe consentirci di espandere e
migliorare le nostre capacità di
mascherare diversi tipi di onde.”
Intuitivamente, il principio del
mantello invisibile è simile al fenomeno
del miraggio, visto di fronte in
lontananza in un giorno di gran caldo.
"Si vede dell’acqua sulla strada o sulla
sabbia, se si è nel deserto, ma in
realtà si tratta di un riflesso del
cielo", ha concluso Smith. "Nel nostro
caso il ‘miraggio’ consiste nel vedere
la strada dietro il ‘mantello’. In
effetti, quello che stiamo creando è un
miraggio ingegnerizzato.” Le
applicazioni che è possibile prevedere
fin da ora, tuttavia, sono ben lontane
da quelle fantasiose della fantascienza:
una volta perfezionato il dispositivo
potrebbero andare a migliorare le
comunicazioni wireless o a costituire
altre forme di mascheratura dalle
vibrazioni elettromagnetiche. |