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Gli oceani? Grandi, vasti, addirittura smisurati. Così sono descritti dai viaggiatori e dai poeti e chi è stato in una spiaggia oceanica quest'impressione la capisce bene. Eppure di acqua non ne hanno poi tanta, almeno in confronto ad APM +5255 08 279 un ben strano corpo celeste, un quasar, che sta a 12 miliardi di anni luce da noi. Praticamente ai confini dell'Universo visibile, dato che pensiamo che la sua età sia di 13,5 miliardi di anni. Bene già allora, agli albori dell'espansione, di acqua ce ne era da vendere, dato che questo quasar attorno ne ha una quantità pari a 140 trilioni di volte quella di tutti gli oceani terrestri. E un trilione equivale a un milione di miliardi. |
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Quindi lontanissima, antichissima e abbondantissima. È la scoperta del giorno, molto sicura dato che è stata fatta e confermata indipendentemente da due gruppi di ricerca americani, gli astronomi del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa e del California Institute of Technology (Caltech). Un quasar è uno degli oggetti celesti più strani ed enigmatici, presenti fin dalle prime epoche dell'Universo, composto da un enorme buco nero che assorbe costantemente, e potremmo dire voracemente, materia da un altrettanto enorme disco circostante di gas e polveri.
Man mano che il materiale gassoso e le polveri vengono "catturate" dal buco nero, il quasar emette enormi quantità di energia e per questo è ben visibile anche da distanze per noi inimmaginabili, come i 12 miliardi di anni luce in questione. Questo quasar poi è effettivamente di grandi dimensioni, dato che ospita un buco nero almeno 20 miliardi di volte più massiccio del nostro Sole e produce tanta energia, ad ogni secondo, quanto un migliaio di miliardi di stelle simile alla nostra. Tutto insomma in una scala difficile da immaginare, da "Universo violento" come si legge in qualche testo di fantascienza.
Eppure è più che reale, anche se, ovviamente, quel che è stato visto con i potenti telescopi delle Hawaii non è l'acqua in quanto tale o una nube di vapore, ma la traccia della molecola H2O nella radiazione che ci arriva dal lontano e vorace quasar. E questa traccia ci dice quanta ce n'è e che in condizioni sia il vapore d'acqua. Una firma inequivocabile insomma.
Il tutto è una conferma importante della presenza di grandi masse d'acqua fin dai primordi dell'Universo. Se fino a qualche anno fa la scoperta di una molecola d'acqua faceva gridare alla possibilità di vita, ora sappiamo che l'acqua è si presente in tutto l'Universo, ma in forma difficilmente usufruibile. In sostanza per avere la vita è necessario probabilmente che ci sia molta acqua, ma non è detto che se c'è acqua ci sia vita. Un po' come la poco amata "condizione necessaria ma non sufficiente" di tanti teoremi mandati a memoria al Liceo.
D'altronde in questi ultimi 30 anni abbiamo trovato l'acqua sulla Luna, al suo Polo Sud, a temperature impressionanti: -270 sotto lo zero, abbiamo fotografato ghiacciai su Marte e sappiamo che le comete sono formate da un impasto di ghiacci vari, fra cui quelli di acqua e polveri. E poi acqua è stata trovata nella Via Lattea e in altre galassie, ma mai cosi tanta e così lontana come in questo caso del quasar APM +5255 08 279. D'altronde l'acqua è composta da idrogeno ed ossigeno, entrambi elementi facilmente reperibili nell'Universo e di conseguenza è estremamente probabile che si formi la molecola più famosa della chimica H2O.
Ridimensionati drasticamente quindi i nostri oceani e di conseguenza mari e laghi. Certo quest'estate è meglio farsi un bagno qui da noi che nel quasar appena scoperto, col rischio di essere inghiottiti dal massiccio buco nero... |