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Gli archeologi della Sheffield
University che hanno condotto
gli scavi sono infatti convinti
di avere individuato finalmente
gli artefici dei misteriosi
cerchi di pietra. In quel
villaggio, di cui finora sono
state portate alla luce le
rovine di otto case, alcuni
resti di ossa animali e delle
pietre bruciate databili al 2500
a.C circa, avrebbe vissuto una
comunità dedita a feste rituali
che culminavano durante il
tramonto del solstizio
d'inverno. Gli affollati e
gaudenti raduni, testimoniati da
inequivocabili avanzi di
banchetti, si svolgevano
dall'altra parte del fiume,
dove sorgeva un complesso simile
a Stonehenge, ma realizzato in
legno. Un duplicato
dell'originale con funzioni
complementari. Mentre infatti
Durrington Walls, ipotizano gli
scienziati, era teatro di riti
propiziatori e cerimonie
religiose per celebrare la vita,
Stonhenge rappresentava il luogo
sacro per la sepoltura e
venerazione dei morti. Alla fine
della cerimonia i corpi dei
defunti venivano affidati alle
acque del fiume Avon fino al
punto di incontro con la via
sacra che conduceva al grande
complesso megalitico.Una volta
giunti a Stonhenge venivano
cremati o sepolti, a seconda del
ruolo sociale ricoperto in vita.
La complementarità tra i due
luoghi sacri, quello della vita
e quello della morte, sarebbe
confermata dal loro simmetrico
orientamento astronomico. La via
principale lungo la quale
sorgevano le abitazioni di
Durrington Walls è infatti
allineata con l'alba del
solsitizio di inverno, mentre le
costruzioni di Stonhenge sono
allineate secondo le coordinate
del tramonto del solstizio
d'estate. |