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.::: Articoli > Orrore al cimitero di
Castelraimondo |
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Orrore al cimitero di
Castelraimondo |
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Nell’Università di Camerino, nell’immediato
dopoguerra, il corso di studi più
frequentato era quello sull’occultismo
tenuto dal professor Giuseppe Stoppolini, un
geniale professore di psicologia. Agli inizi
di settembre del 1950 Stoppolini presentò ai
suoi studenti Maria Bocca, una medium, che
nel corso della lezione cadde in trance e
sbalordì tutti poiché cominciò a parlare con
la voce riconoscibile di morti, uomini e
donne, conosciuti dai presenti. Ma verso la
fine della seduta una voce sconosciuta di
donna si manifestò supplicando tutti di
restare ad ascoltarla. |
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Testualmente la voce raccontò: |
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“Sono nata Rosa Manichelli il primo luglio
del 1900, quando morii ero Rosa Spadoni ma
mio marito era mancato prima di me. Siamo
sepolti entrambi nel cimitero di
Castelraimondo poco lontano da Camerino. Vi
chiedo soltanto di aiutare altre persone
perché anche a loro potrebbe accadere la
stessa cosa che accadde a me. Due giorni
dopo che fu stilato il mio certificato di
morte, fui portata al cimitero e lì sepolta
viva!” Gli studenti rimasero sconvolti a
seguito di quella storia mentre Maria Bocca,
dopo aver lanciato un urlo, cadde a terra
svenuta. Il giorno dopo Stoppolini scoprì
che effettivamente una certa Rosa Spadoni
era morta all’ospedale civile di Camerino il
4 settembre del 1939, fu realmente sepolta
due giorni dopo nel Cimitero di
Castelraimondo. Dal momento che i parenti
più prossimi di Rosa erano morti e che
nessuno si oppose all’esumazione, si
procedette alla suddetta operazione il 13
settembre 1950. Oltre al professor
Stoppolini, all’esumazione erano presenti
degli operai ingaggiati per l’occasione,
alcuni patologi dell’autorità sanitaria di
Camerino, tre ufficiali in rappresentanza
del governo italiano e un fotografo. La bara
fu trovata dopo quasi un’ora di scavo e
Stoppolini scese personalmente nella fossa
per assistere all’apertura del coperchio. La
scena che ne seguì era agghiacciante, lo
scheletro di Rosa giaceva supino con il
cranio piegato a sinistra mentre il braccio
sinistro era sollevato, con le ossa delle
dita infilate nella bocca e nella gola. Le
ginocchia erano piegate come nello sforzo di
aprire il coperchio, ma la cosa più
raccapricciante erano dei profondi graffi
paralleli nella parte interna del coperchio
che erano un segno evidente del tentativo di
Rosa di aprirsi una via d’uscita dalla bara
con le unghie. |
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I patologi stilarono un comunicato ufficiale
in cui si leggeva: |
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“E’ del tutto irrilevante sapere come il
professor Stoppolini sia giunto alla
conoscenza dei fatti. Dobbiamo ammettere con
lui che Rosa Spadoni fu sepolta mentre si
trovava in stato di coma in assenza di
percepibili segni di vita e che si risvegliò
nella bara quando era troppo tardi per
soccorrerla". |
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Inviato da:
Luigi M.C. Urso |
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