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Un
fantasma per amico |
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| 05/11/04
- Inviato
da:
Luigi
M.C. Urso |
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| La
ristrettezza e, se permettete, l’ignoranza della
mente umana pone i fantasmi su un piano del tutto
errato. Infatti la maggioranza della gente è
convinta, grazie anche ad alcuni discutibili film
sull’argomento, che l’apparizione di un fantasma
debba essere necessariamente spaventosa e, in alcuni
casi, perfino pericolosa. Niente di più
inesatto.E’ proprio quella ristrettezza mentale
che spinge l’uomo a credere che ciò che torna in
questo mondo dopo averlo lasciato deve essere
per forza cattivo, perché è nella natura
umana essere diffidenti e avere paura di ciò che è
diverso o, apparentemente, incomprensibile alla
parte razionale della mente.Non metto in dubbio che
si siano verificate apparizioni spaventose
perfettamente documentate, ma nella stragrande
maggioranza dei casi gli spiriti dei defunti sono
innocui e ritornano, il più delle volte, per
aiutare noi vivi.Nota è l’esperienza capitata al
grande e ormai defunto attore Telly Savalas, ovvero
il tenente Kojak, raccontata nel libro scritto da
Roger Boar e Nigel Blundell “Fantasmi”.Erano le
3 del mattino e l’attore stava ritornando a casa a
bordo della sua auto dopo essere stato a far visita
ad un amico che abitava in una zona fuori mano di
Long Island, a New York.Ad un certo punto si rese
conto di avere il serbatoio completamente a
secco.Gli andò bene poiché nell’oscurità
apparvero le insegne gialle di un bar aperto la
notte. Si fermò, ordinò un caffè e chiese
informazioni su dove si trovasse la più vicina
pompa di benzina.Il barista gli indicò una
scorciatoia da prendere passando a piedi in mezzo ai
boschi che si estendevano dietro il locale,
scorciatoia con la quale avrebbe raggiunto
un’autostrada e da lì una stazione di
servizio.Savalas si era appena messo per strada,
quando sentì una voce acuta che gli chiese se
volesse un passaggio.Si girò e vide un uomo in
Cadillac nera. Lo ringraziò, salì in auto e si
diressero verso l’autostrada.Con grande imbarazzo,
l’attore si accorse di non avere con sé il
portafogli perché doveva averlo smarrito. Ma
l’uomo gli prestò un dollaro. Savalas insistette
per restituirglielo e lo convinse a scrivere nome e
indirizzo su un pezzo di carta. L’uomo si chiamava
Harry Agannis.Il giorno seguente Telly Savalas cercò
nell’elenco telefonico il numero dell’uomo che
gli aveva dato il passaggio. Rispose una voce
femminile. Harry Agannis era suo marito ma la donna
disse che non era possibile parlare con lui perché
era morto da tre anni.La prima reazione
dell’attore fu di sconcerto e giunse alla
conclusione che ci doveva essere stato un errore, ma
non riusciva a togliersi dalla testa quanto gli era
accaduto. Alla fine decise di recarsi dalla signora
portando con sé il pezzo di carta su cui l’uomo
aveva scritto nome e indirizzo. Quando le fece
vedere il pezzo di carta, lei rimase ovviamente
impressionata e gli disse che quella era senza ombra
di dubbio la calligrafia del marito.L’attore le
descrisse il modo in cui era vestito e lei disse che
era lo stesso vestito con cui era stato sepolto tre
anni prima.Savalas era stato aiutato dal fantasma di
Harry Agannis senza alcun dubbio.Questa
testimonianza dovrebbe far riflettere quanti non
credono nell’esistenza dei fantasmi e quanti li
vedono come entità malvagie e spaventose.Non
dimentichiamo che un giorno, vicino o lontano che
sia, potremmo essere noi dei fantasmi!
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